PATTO PER VENEZIA: CONTE RIFERISCA SUL CONFLITTO D’INTERESSI DEL SINDACO BRUGNARO

Come annunciato da tempo, ecco l’Interrogazione rivolta al Presidente del Consiglio Conte, sulla modifica del “Patto per lo sviluppo della città di Venezia”.
Il Comune di Venezia, a seguito di questa modifica ha deciso di bloccare l’Accordo di Programma, tagliare 3 milioni di euro previsti per la sistemazione dell’indecorosa stazione di Venezia-Mestre e di utilizzarli, invece, per la costruzione della passerella che dovrebbe unire il grande Parco pubblico di San Giuliano alla zona cosiddetta dei “Pili”, un’area di proprietà dello stesso Sindaco Luigi Brugnaro.
Ma in questa vicenda vogliamo vederci chiaro, ed è per questo che con questa interrogazione chiederemo direttamente al Presidente del Consiglio se fosse a conoscenza dell’evidente conflitto d’interessi in capo al Sindaco quando è stata firmata la modifica al Patto.
Di seguito il testo dell’interrogazione:

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Premesso che:
tra gli obiettivi del “Patto per lo sviluppo della città di Venezia” siglato dal Presidente del Consiglio dei Ministri e dal Sindaco di Venezia in data 26 novembre 2016, presso la sede del Consiglio Comunale di Venezia, alla voce “Infrastrutture”, punto 1, lettera b, è prevista la “Riqualificazione urbanistica ed edilizia della Stazione di Mestre in modo da raggiungere la massima interconnettività tra tutte le tipologie di trasporto ivi confluenti e di sottrarre le aree di stazione e quelle contermini al degrado urbano”;
nella “Tabella 1: Costo totale interventi e risorse per la realizzazione”, di cui all’articolo 3 “Risorse finanziarie”, sotto l'”Area tematica – Infrastrutture”, è stato previsto uno stanziamento di 3 milioni di euro per la “Progettazione delle opere di riqualificazione urbanistica ed edilizia della Stazione di Mestre”;
all’articolo 7 “Informazioni e pubblicità”, commi 1 e 2, è previsto che le informazioni riferite agli obiettivi, alla realizzazione ed ai risultati del Patto, siano pubblicizzate sulla base di un piano di comunicazione predisposto dall’Agenzia per la Coesione Territoriale, garantendo la massima trasparenza e la migliore comunicazione ai cittadini sullo stato di avanzamento dei lavori tramite l’individuazione da parte del Sindaco della Città di Venezia di un referente per gli aspetti collegati all’attività di comunicazione da indicare al Comitato, nonché l’onere in capo allo stesso Sindaco di fornire al Comitato tutti i dati richiesti al fine di consentire la comunicazione ai cittadini anche attraverso sistemi open-data;
infine, all’articolo 8 “Disposizioni finali”, è previsto che eventuali modifiche al suddetto Patto debbano essere concordate tra le Parti e formalizzate mediante atto scritto;
considerato che:
nella seduta del 5 febbraio 2018 il Consiglio Comunale ha approvato a maggioranza un Ordine del giorno che ha espresso parere favorevole verso un poderoso sviluppo urbanistico della zona dei Pili che, per essere attuato, necessita dell’approvazione di varianti alla strumentazione urbanistica comunale;
successivamente, durante l’esame della variazione del Bilancio di previsione per gli esercizi finanziari 2018-2020, la seduta di Giunta n. 41 del 13 febbraio 2018, avrebbe deliberato che gli stanziamenti inizialmente previsti per la “Riqualificazione urbanistica ed edilizia della Stazione di Mestre” di cui al punto 1, lettera b, della voce “Infrastrutture” del “Patto”, venissero stanziati per la realizzazione del ponte ciclopedonale per collegare il parco di San Giuliano con la zona dei Pili;
tale cambio di destinazione di risorse sarebbe stato motivato dal fatto che l’Accordo di programma di cui all’articolo 6 “Impegni delle Parti”, comma 4, a detta dell’Amministrazione Comunale non si sarebbe concretizzato nei tempi previsti, ovvero entro il 2020. Invece, contrariamente a quanto dichiarato, la stessa Amministrazione annunciava soltanto pochi giorni dopo l’imminente raggiungimento dell’Accordo;
considerato, inoltre che:
l’area dei Pili è un’area privata di proprietà della società Porta di Venezia Spa, facente capo alla persona del Sindaco Luigi Brugnaro. Quest’ultimo al fine di evitare d’incorrere in conflitti di interesse avrebbe affidato le sue società allo Studio Withers dell’avvocato statunitense, Ivan A. Sacks, secondo l’istituto del cosiddetto blind trust. Un istituto usato nel mondo anglosassone per le sole proprietà mobiliari che sono per antonomasia volatili e che, quindi, non è efficace per i beni immobili;
è evidente dunque che anche se il blind trust fosse stato costituito, cosa sulla quale agli scriventi non risulta documentazione, sarebbe comunque del tutto inefficace;
inoltre, sono note a tutti le intenzioni da parte del Sindaco di trasformare la zona di sua proprietà in oggetto, detta “dei Pili”, in un progetto edilizio e urbanistico poderoso che prevede attività commerciali, alberghiere, sportive, residenziali, nonché darsene;
considerato ulteriormente che:
in assenza di un vero e proprio istituto giuridico all’interno dell’ordinamento italiano e comunque in assenza di efficacia nel caso di specie di ogni eventuale blind trust, bisogna allora fare riferimento al “Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali”, ovvero al Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267, il quale all’articolo 78 (“Doveri e condizione giuridica”) prevede che: “Gli amministratori di cui all’articolo 77, comma 2, devono astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o affini sino al quarto grado. L’obbligo di astensione non si applica ai provvedimenti normativi o di carattere generale, quali i piani urbanistici, se non nei casi in cui sussista una correlazione immediata e diretta fra il contenuto della deliberazione e specifici interessi dell’amministratore o di parenti o affini fino al quarto grado”;
alla discussione del Consiglio Comunale del 5 febbraio 2018, invece, il Sindaco non solo ha partecipato, ma è anche intervenuto (lasciando la coppa della Reyer Basket nello scranno del Sindaco stesso) quando si sono affrontati contenuti riguardanti la variante urbanistica che interessa proprio la zona dei Pili;
così come avrebbe partecipato anche alla Giunta Comunale n.41 del 13 febbraio 2018, dove si sarebbe deciso e votato il cambio di destinazione della previsione di spesa rivolta alla realizzazione dell’obiettivo di cui al punto 1, lettera b, del Patto per Venezia, verso l’obiettivo di realizzare il ponte ciclopedonale per collegare il parco di San Giuliano con la zona dei Pili;
risulta pertanto evidente che possa sussistere una correlazione immediata e diretta tra gli atti discussi e varati dal Consiglio Comunale alla presenza del Sindaco Brugnaro ed i suoi interessi privati relativi alla proprietà delle aree oggetto d’intervento normativo;
Tutto ciò premesso e considerato si chiede di sapere se:
il Presidente del Consiglio dei Ministri fosse a conoscenza di quanto riportato in precedenza al momento in cui è stata posta una modifica sostanziale al Patto, la quale, ai sensi dell’art. 8 dello stesso Patto, dovrebbe essere stata concordata tra il Comune di Venezia e la Presidenza del Consiglio dei Ministri, nonché formalizzata mediante atto scritto;
è stato individuato e comunicato al C.I.P.E. il referente per gli aspetti collegati alle attività di comunicazione e se sono stati forniti allo stesso tutti i dati necessari al fine della comunicazione di informazioni ai cittadini attraverso sistemi «open data», così come previsto dall’articolo 7 “Informazioni e pubblicità”, del Patto per lo Sviluppo della Città di Venezia;
il Presidente del Consiglio dei Ministri fosse a conoscenza dell’evidente posizione di conflitto di interesse nel momento in cui è stata posta in essere la modifica al Patto per lo Sviluppo della Città di Venezia;
quali atti, abbia adottato o intenda adottare, per intervenire rispetto all’evidente posizione di conflitto d’interessi nella quale si è posta in essere la figura del Sindaco della Città di Venezia, dal momento in cui la sua attività in Consiglio Comunale sia da considerarsi come una ripetuta infrazione alle prescrizioni dell’art. 78 del Dlgs 267/2000.

FERRAZZI, MAGORNO, STEFANO, FEDELI, TARICCO, MARINO, SBROLLINI, CUCCA, D’ARIENZO, PARENTE, VALENTE, MALPEZZI, COLLINA, CIRINNA’, GIACOBBE, FARAONE, ROJC, BELLANOVA, PITTELLA, MESSINA, BOLDRINI, LAUS

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