La vera sfida

  • December 24, 2014
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Chi immagina che per la rigenerazione di Venezia sia sufficiente rimettere a posto l’ingranaggio momentaneamente inceppato si sbaglia.
La vera sfida è e sará quella di dare speranza contro il declino e il rancore, contro il disincanto e la disillusione. Si dovrá lottare con grande determinazione contro chi ha usato i soldi pubblici e privati per corrompere, contro chi usa il nome di Venezia solo per proprio interesse e per guadagni miopi personali o di pochi.
È necessario ridare vita alla cittá, attraverso un pensiero generativo. Rigenerare Venezia è infatti la sfida dei prossimi anni, riconoscendone lo straordinario potenziale e donandole la dignitá e il prestigio davanti ai nostri occhi e agli occhi del mondo.
Tale rinascita parte anche dal riconoscere i semi di speranza che giá ci sono. Il prossimo quinquennio sará uno spartiacque: lo si deve sfruttare fino in fondo per il rilancio. E non basterá un uomo solo al comando, fosse anche il migliore, ma dovrá essere tutta la cittá mobilitata e partecipe: dalle categorie economiche alle associazioni culturali sociali e sportive, dagli ordini di rappresentanza al terzo settore. Tutti i cittadini e le realtá sane, che sono la stragrande maggioranza, dovranno essere messe nella condizione di essere protagoniste.
Non sará facile. Se dovesse essere confermato lo sforamento del Patto di stabilitá lo sará ancora di meno. Patto che, appunto, nemmeno il Commissario Governativo dotato dei poteri ordinari e straordinari di Sindaco, Giunta e Consiglio ha potuto rispettare.
E su questo punto bisogna essere precisi: è evidente che il rispetto di Venezia deve rinascere da noi, ma va preteso anche da Roma. È inaccettabile che venga scaricato sui cittadini veneziani un peso, il patto di stabilitá appunto, che grava nella nostra cittá cosí come in nessun’altra cittá italiana. Patto che nulla ha a che vedere con l’equilibrio di bilancio, che sempre il Comune ha garantito, ma riguarda il far pagare a Venezia una quota del debito pubblico nazionale ben oltre la quota oggettivamente di spettanza. Su questo la prossima Amministrazione dovrá fare una battaglia, senza guardare i faccia a nessuno, perché, tra l’altro, la ricchezza che Venezia porta alla nazione è sotto agli occhi di tutti. Se secondo l’attuale legislazione nazionale Venezia ha un “preminente interesse nazionale” questo dovrá essere garantito con fatti e non con le chiacchere. Andrà dunque aperta una vertenza con Roma, che a fronte di bilanci in equilibrio e servizi ai propri cittadini, pretenda e ottenga il giusto riconoscimento di un’autonomia speciale che garantisca una reale autonomia fiscale.

Andrea Ferrazzi

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